Inquinamento acustico, tra le cause del calo dell’udito

calo dell'udito: tra le cause l'inquinamento acustico

Inquinamento acustico, tra le cause del calo dell’udito

Quando si parla di ipoacusia, ovvero il calo dell’udito, si è portati a pensare che sia una patologia che colpisce principalmente la popolazione anziana. In realtà le cause dell’ipoacusia sono diverse e tra i fattori scatenanti rientra anche l’inquinamento acustico.

Cos’è l’inquinamento acustico?

Con “inquinamento acustico” ci si riferisce ai suoni e ai rumori eccessivi ed indesiderati.

Le principali cause di rumore sono: traffico, cantieri, aerei, ferrovie. Il rumore dei clacson, dei motori rombanti delle automobili, dei lavori stradali o quelli dei macchinari all’interno delle industrie o ancora la musica ad alto volume possono, a lungo andare, causare dei disturbi o dei veri e propri danni all’apparato uditivo.

Quali sono le conseguenze sul nostro apparato uditivo?

Quando si è esposti ad un rumore inteso per tempi prolungati, si rischiano danni permanenti al timpano e alle varie cellule presenti all’interno dell’orecchio.

Tali danni possono essere distinti in due tipologie, a seconda dell’esposizione ai suoni. Si parla di danno acuto in caso di stimolazione acustica intensa e di breve durata e di danno cronico, quando è causato da un’esposizione protratta nel tempo, come ad esempio l’ascolto della musica ad alto volume per molte ore al giorno. In questo caso il calo dell’udito è progressivo e lento.

Il corretto funzionamento dell’apparato udivo, anche se troppo spesso sottovalutato, è fondamentale per garantire un benessere psico-fisico e sociale.

Recenti studi, infatti, hanno dimostrato che esiste una relazione tra udito e cervello. Ciò significa che ad un deficit uditivo corrisponde un deficit cognitivo e soprattutto negli anziani, patologie come demenza senile o alzheimer tendo a peggiorare in presenza di disturbi dell’udito, così come un calo dell’udito può favorire lo sviluppo di tali malattie.

L’inquinamento acustico può avere conseguenze anche sui bambini. Infatti, l’esposizione a rumori e suoni troppo alti può essere la causa di disturbi dell’apprendimento e nell’acquisizione del linguaggio.

Come proteggere l’udito?

In caso di esposizione prolungata a rumori e suoni molto alti è fortemente consigliato di utilizzare tappi per le orecchie, che fungono da barriera protettiva in grado di respingere i rumori dal nostro canale uditivo.

In generale per prevenire deficit uditivi si consiglia di fare attività fisica per aumentare il flusso sanguigno alle orecchie; evitare l’utilizzo di cotton-fioc che potrebbero danneggiare la membrana del timpano e ridurre l’uso delle cuffie per ascoltare la musica oppure come raccomanda l’OMS mantenere un libello basso del volume (pari al 60%) e fare una pausa dall’ascolto ogni 60 minuti.